Marina Rebeka è Norma al Verdi di Trieste

Dopo l’applauditissima prima del 29 gennaio, è in scena fino al 6 febbraio al teatro Verdi di Trieste, la Norma di Bellini in un nuovo allestimento  che vede come protagonista la soprano lettone Marina Rebeka. La regia è di Federico Tiezzi, ripresa da Oscar Cecchi. Dirige Fabrizio Maria Carminati. Alla Rebeka si alternerà il soprano spagnolo Saioa Hernandez. Nel ruolo di Pollione si avvicenderanno Sergio Escobar e Rubens Pelizzari. Adalgisa è affidata a Anna Goryachova e a Nidia Palacios. Andrea Comelli sarà Oroveso, Hanna Yevtiekhova darà vita a Clotilde e Motoharu Takei a Flavio.
Per chi non ricordasse la trama dell’opera, ci arrivano in soccorso quelli di Quelle trame svelate con un riassunto comprensibile ai più:

“Ammazza che donna che sei a Norma! E chi ce lo sapeva? Quanto te amo.” “Te possino ammazzatte, a Pollio’, e ce dovevamo fini’ sur rogo assieme pe’ fattelo capi’?” Sì perché l’ommini so’ stufarelli, e Pollione non faceva eccezione: prima ingravida Norma che già nun avrebbe potuto visto che era ‘na sacerdotessa gallica e pure vergine, e je fa’ fa’ du fiji senza che gnisuno se n’accorgesse, cosa relativamente facile perché le Norme so’ già larghe de suo, e poi se incapriccia de’ Adargisa, ‘n antra sacerdotessa, vergine pure quella, e se la vo’ porta’ a Roma visto che esso era un generale romano e tra poco je finiva la campagna de Gallia e pure le vergini. Nun aveva però fatto li conti cor fatto che Norma e Adargisa ereno amiche, e un giorno Adargisa va da Norma e je dice nun me mena’, ma me so’ innammorata. De chi?, je fa Norma. De un Romano bono co’ un gatto vivo ne le mutanne, ecchetelo tiè. E entra Pollione. “Li mortacci tua”, je fa Norma, “mo’ te sconocchio”. Intanto, siccome che molto probabirmente aveva letto Medea, je viene in mente de ammazza’ li fiji ma nun ce la fa’ e je dice a Adargisa “portateli a Roma co’ quello stronzo, mejo vivi e in mano a te che schiavi”, ma Adargisa dice che nun ce pensa nemmeno, anzi piuttosto scappamo assieme e morammazzato a Pollione. Insomma Adargisa va da Pollione a dije addio ma quello se incaponisce, Norma se incazza e dichiara guera a Roma co’ tutto che prima j’aveva detto alla luna “sparginterrasparginterra aaaaaaaaaaaaaaaaa aaaaaaaaaaaaa aaaaaaaafainelciel” che dev’esse ‘na formula maggica misteriosa de quelle che le parole nun se capischeno, e invece siccome mo’ je rode dateje sotto Galli! Pollione vie’ arestato e essa je dice se non lasci Adargisa e nun te levi de mezzo t’ammazzo. Pollione nicchia e allora Norma dice “mo te fo’ vede io” e chiama tutti i Galli pe’ dije che in mezzo alle vergini ce stava ‘na zoccola che l’aveva data via a Pollione. Tutti je fanno “chi è?” e essa, siccome che nun se la sente de fa ammazza’ Adargisa pe’ via der fatto che sia come sia un po’ mignotta era stata pure lei, dice ” mbe’, so’ io”. Ce restano tutti de mmerda, ma mai quanto er padre de Norma che cinque minuti dopo scopre che è pure diventato nonno. Allora i Galli se incazzano e metteno sul rogo sia Pollione che Norma, e Pollione je dice appunto “ammazza che donna che sei a No’, morimo assieme”. Mbe’, poteva anna’ peggio, pensa Norma, consolamose co’ l’ajetto. Sipario.

Teatro Verdi di Trieste

Fino al 6 febbraio in replica al Teatro Verdi di Trieste (€).

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Enrico ha detto:

    Valutazione spettacolo: *****

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